Centodue minuti dopo l’impatto del primo aereo contro la Torre Nord, delle Torri Gemelle non rimanevano altro che macerie e una gigantesca nube di polvere sopra Manhattan. Due dei grattacieli più famosi di New York erano scomparsi dal suo skyline e migliaia di persone erano morte. A trecento chilometri di distanza, vicino a Washington, il Pentagono era in fiamme mentre in un campo della Pennsylvania il fumo avvolgeva i rottami di un aereo da poco precipitato.

Era l’11 settembre del 2001 e gli Stati Uniti avevano subìto il più grave attentato terroristico nella loro storia.

Quegli attacchi coordinati avrebbero condizionato la politica statunitense e internazionale dei decenni successivi fino ai giorni nostri. Provocarono guerre, un aumento dei poteri di sorveglianza dei governi sulla popolazione e furono la causa di lutti per migliaia di persone. Ma per capire che cosa avvenne dopo, occorre tornare a quelle ore di 25 anni fa, quando le televisioni di tutto il mondo mostrarono in diretta gli attentati e i loro effetti distruttivi.

La mattina dell’11 settembre 2001 il cielo era limpido sopra New York. Si preannunciava una bella giornata di fine estate, dopo che un temporale aveva lasciato una piacevole aria fresca. Era un martedì e milioni di persone si preparavano a una giornata lavorativa come tante in città. Molte di loro erano in viaggio per raggiungere il World Trade Center, il complesso di alti edifici nella parte sud dell’isola di Manhattan e famoso soprattutto per le Torri Gemelle.