Il volo United Airlines Flight 175 qualche istante prima dell'impatto contro la Torre Sud del World Trade Center - REUTERS/Sean Adair

L'America di Trump è nata 25 anni fa, l’11 settembre 2001, con l'attentato contro il World Trade Center, il primo attacco subito dagli Stati Uniti continentali dopo la breve guerra contro la Gran Bretagna nel 1812. Tremila morti, un impatto psicologico enorme, la xenofobia, la paura e l'ostilità nei confronti del mondo islamico che diventano senso comune. Per un caso ero lì: all'università di Padova dal 1997, stavo facendo ricerche nella biblioteca della Columbia University.

A New York sono le otto del mattino, dopo qualche minuto squilla il telefono. È la RAI che mi chiede un commento su cosa sta succedendo, chi può essere stato, quale sarà la reazione: le domande che in quel momento si stanno facendo tutti attraverso gli schermi della CNN. La telefonata però si interrompe bruscamente: alle 9,04 un secondo aereo si è schiantato contro la Torre Sud del World Trade Center, che appare come decapitata tra il fumo e le fiamme. Il primo pensiero è per l'amica Giulia D'Agnolo Vallan, la critica cinematografica del Manifesto, che abita in Murray Street, a 200 metri dalle Twin Towers. Fortunatamente Giulia era in Italia, come scopriremo qualche ora dopo.