L'aria si fa pesante intorno al termovalorizzatore di Bellolampo, progetto che insieme all'impianto gemello di Catania è la punta di lancia della strategia della Regione per gestire i rifiuti siciliani. Entrambi i Tmv sono in questi giorni al centro di una conferenza dei servizi necessaria per ottenere il Paur, Provvedimento autorizzatorio unico regionale all'interno del quale è prevista anche la Valutazione di impatto ambientale. Proprio in questo iter fatto di carte e valutazioni da parte di associazioni ed enti interessati il progetto per l'impianto palermitano sta incontrando le prime obiezioni, sia di metodo che di merito.

Le associazioni ambientaliste questa mattina chiederanno proprio la sospensione del procedimento Paur, sostenendo che le integrazioni presentate dai progettisti nel corso della raccolta di documenti sono in realtà un cambio in corso d'opera del progetto stesso. Nel frattempo il Comune punta il dito su diverse lacune nei documenti del progetto, come la previsione di usare un’arteria, la Pedemontana, che non esiste se non a livello di idea da realizzare.

Il Tmv di Bellolampo a regime dovrebbe bruciare 300mila tonnellate di rifiuti provenienti dalle province della Sicilia occidentale. Un impianto su cui sono state già prodotte migliaia di pagine di documenti, studi e cartografie, ma su cui, è una delle denunce delle associazioni ambientaliste, si cerca di arrivare a conclusione del procedimento di autorizzazione in 45 giorni.