La data segnata sul calendario della Regione è settembre 2028. Tra poco meno di due anni, se i tempi previsti verranno rispettati, la Sicilia potrà contare sui due termovalorizzatori di Palermo e Catania. E se a Palazzo d'Orleans c'è soddisfazione dopo la presentazione dei due progetti, gli ambientalisti tornano sul piede di guerra. Legambiente Sicilia, in particolare, interviene attraverso il suo presidente, Tommaso Castronovo, che sulla realizzazione degli impianti non usa mezzi termini: i rifiuti dovrebbero essere riciclati, non bruciati.La Regione prova a chiudere l'era delle discariche: ecco come saranno i termovalorizzatori di Palermo e Catania "Lo prevedono le direttive europee e nazionali", precisa e a supporto aggiunge alcuni dati: "Con una raccolta differenziata inchiodata al 55% e con il concreto rischio di perdere centinaia di milioni di euro di finanziamenti del Pnrr destinati alla realizzazione degli impianti per l’economia circolare, il governo regionale continua a proporci i rendering di due inceneritori che bruceranno rifiuti che, al contrario, dovrebbero essere riciclati".Secondo Castronovo i conti non tornano: "Mentre si annunciano gli inceneritori, il governo regionale continua ad autorizzare l’ampliamento delle discariche per oltre 9 milioni di metri cubi". E continua: "Siamo di fronte a un vero e proprio bluff politico e amministrativo, che impegna già 1 milione di euro dei Fondi di sviluppo e coesione per impianti che non porteranno alcun beneficio concreto né ai cittadini né all’ambiente".La differenziata porta a porta avanza fino alla Noce, ma un terzo dei palermitani resterà senza: ecco perchéSui costi il presidente di Legambiente è certo che non ci saranno dei benefici per le tasche dei siciliani. "Ad oggi non esiste alcun atto concreto per promuovere un’innovativa filiera industriale dell’economia circolare. Si sceglie invece un clamoroso tuffo nel passato, destinato a costare ai cittadini siciliani tra i 250 e i 300 euro per ogni tonnellata di rifiuti bruciata, con un inevitabile aumento delle emissioni di gas climalteranti. Altro che riduzione della Tari e tutela dell’ambiente".