L'auspicio di Schifani è inaugurarli da presidente della Regione nel corso della prossima legislatura. Prima non si può: i due termovalorizzatori di Palermo e Catania, presentati oggi in una conferenza stampa a palazzo d'Orleans, hanno sul loro percorso un iter molto stretto tra autorizzazioni ambientali, progetti esecutivi e partenza dei lavori, prevista per aprile del 2027. Tempi che già adesso il presidente della Regione vuole molto veloci, ma tra la partenza dei lavori e l'inaugurazione degli impianti ci saranno di mezzo le elezioni.
Che sia una delle sfide più importanti della sua vita lo stesso Schifani, ribadendo più volte che i due termovalorizzatori sono una creatura del suo governo. Due impianti gemelli per tecnologia ma di aspetto diverso, arrampicato sulla montagna di Bellolampo quello palermitano, adagiato sulla piana e ricco di verde quello catanese, che serviranno a trattare 300mila tonnellate di rifiuti ciascuno. Al loro interno potranno essere bruciati solo frazioni di rifiuti non riciclabili a valenza combustibile, ovvero rifiuti trattati e preparati per diventare combustibile. Non saranno, in altre parole, dei giganteschi forni, dato che sarà impossibile bruciarci l'immondizia che arriva direttamente dai cassonetti.









