Le ruspe sono entrate in azione a Santa Palomba. Dopo anni di polemiche, ricorsi, inchieste e scontri politici, il termovalorizzatore di Roma passa dalla fase delle autorizzazioni a quella del cantiere.
A inaugurare ufficialmente l’avvio dei lavori sono stati il sindaco Roberto Gualtieri e l’amministratore delegato di Acea, Fabrizio Palermo, arrivati nell’area destinata a ospitare l’impianto che dovrà chiudere il ciclo dei rifiuti della Capitale.“Quella di oggi è una giornata storica”, ha detto Gualtieri davanti ai rappresentanti istituzionali e ai vertici del consorzio RenewRome.
“Con l’avvio dei lavori diamo inizio a un’opera strategica e fondamentale, attesa da molti anni”. Il sindaco ha definito il futuro impianto “il più moderno e avanzato d’Europa”, assicurando che sarà “ultra sicuro, non inquinante e costantemente monitorato”.Il cuore del messaggio politico è tutto nella promessa di spezzare la dipendenza di Roma dagli impianti esterni.
“Con il termovalorizzatore la Capitale non dipenderà più da discariche o da impianti situati altrove, in Italia e all’estero”, ha rivendicato il primo cittadino. “Senza un impianto di nuova generazione, la città sarebbe stata condannata a continuare a dipendere da soluzioni fragili, costose e ambientalmente insostenibili”.L’impianto da un miliardo.











