Sotto il cielo plumbeo di mezzogiorno, gonfio di pioggia che non cade, con il casco da cantiere in un mare di caschi di addetti e cronisti, il sindaco dem Roberto Gualtieri, scarpe tecniche e pala d’ordinanza, circondato da gru e pannelli-rendering, scava la terra smossa dove verrà posata la prima pietra del famoso termovalorizzatore di Santa Palomba. Impianto già famoso per i molti fan disposti trasversalmente lungo tutto l’arco politico, dal Pd a FdI, Giorgia Meloni in testa (ringraziata dal sindaco), passando per Azione (attraverso l’ex assessore regionale Alessio D’Amato), per la Regione e per le associazioni di industriali locali; e già famigerato per M5s e di Avs, oltre che per lo scarno gruppo di comitati di quartiere che fa capolino all’ultimo incrocio su via Ardeatina. Il sito si palesa oltre le schiere di capannoni industriali e chioschi con porchetta che spuntano tra Roma e Pomezia, e ambisce a diventare non soltanto culla per un impianto capace di trattare seicentomila tonnellate l’anno di rifiuti indifferenziati, per un investimento complessivo di un miliardo di euro, sotto gli occhi del consorzio RenewRome e con collaterale produzione di energia termica ed elettrica, ma anche un polo d’attrazione (si prevedono parchi per le energie rinnovabili, sale studio, ambienti per il co-working, torre panoramica, serre sperimentali e un sistema di teleriscaldamento) nonché un moltiplicatore di efficienza per il quadrante. Anche se i rifiuti arriveranno “non in camion ma con due treni notturni”, dice il sindaco, la viabilità, proprio per ridurre l’impatto ambientale, risulterà decongestionata non per eterogenesi dei fini ma per effetto di un progetto collaterale dedicato. Si scava la terra, dunque, salutando l’avvio dei lavori che trasformeranno in realtà il progetto avveniristico nel senso del rispetto dell’ambiente e dell’efficienza. “Inquinerà meno di una qualsiasi strada trafficata di Roma”, dice Gualtieri. Sarà “il più moderno d’Europa”, dice l’ad di Acea Fabrizio Palermo. “Avvicinerà Roma alle grandi città del nord Europa dove si scia sul tetto dei termovalorizzatori”, racconta il sindaco, ricordando scene di vita quotidiana con impianto sparse tra Parigi e Copenhagen. Soprattutto, quello di Santa Palomba, da oggi, non è più soltanto un futuribile e scomodo sogno sulla scrivania di Gualtieri, cui va dato merito (e gli viene infatti trasversalmente dato) di aver difeso a ogni costo un progetto che dovrà mettere ordine nello straripante mondo della “monnezza” romana, e di averlo difeso quando ancora era soltanto teoria di sviluppo sostenibile (con attenzione all’impatto ambientale e alla salute dei cittadini), avversato negli anni precedenti all’interno del campo largo capitolino, reso più stretto dallo zoccolo duro che si trova più a suo agio con la decrescita felice dell’ex sindaca Virginia Raggi. E dunque, dopo aver posato la vanga, Gualtieri alza il casco e ripete che, “come prescritto dalla legge”, ci sarà un costante monitoraggio a livello sanitario, con coinvolgimento delle Asl, e che sono già state prese a monte tutte le precauzioni per evitare danni alla salute per chi abita nei quartieri limitrofi. Tanto che, a sentir parlare Gualtieri e Palermo, quasi commossi, e chiudendo gli occhi, pare di vedere materializzarsi, al di là delle lamiere, il termovalorizzatore delle meraviglie che è in grado di “produrre energia per 200mila famiglie”, “non ha impatto sulle risorse idriche” e raccoglie un consenso così ampio che, scherza Gualtieri, quasi quasi “ci sono più polemiche sui parcheggi”. E dunque il sindaco promette velocità: il primo trattamento dei rifiuti è previsto per il settembre del 2029, senza conferimento di ceneri pesanti e nel rispetto della normativa europea. “E’ la fine della dipendenza da impianti esterni”, dice Gualtieri. Non solo: il termovalorizzatore “farà risparmiare decine di milioni di euro all’anno”. Le gru si preparano al lavoro grosso, mentre un drone ronza sopra i caschi degli avventori. Non sono spie russe, è la nascita di un “nuovo ecosistema”, dice Palermo. Il sindaco annuisce, il mare di caschi si disperde. Il conto alla rovescia verso il 2029 è cominciato.
Gualtieri posa la prima pietra del termovalorizzatore "più moderno d'Europa”
Tra rendering e gru, accanto all'ad di Acea Fabrizio Palermo, il sindaco scava la terra smossa e annuncia "la fine della dipendenza" in tema di monnezza, ricordando "l'ampio consenso" trasversale attorno al progetto (a parte M5s e Avs)









