Adriano Zuccalà e Roberto Gualtieri

La prima pietra del nuovo termovalorizzatore di Santa Palomba, che dovrebbe risolvere i problemi di Roma nello smaltimento dei rifiuti, è stata posata. La nube di discussioni su quest'opera, però, non accenna a posarsi. "C’è una bolla comunicativa su questo impianto", dice a Fanpgage.it Adriano Zuccalà, capogruppo del Movimento 5 Stelle al consiglio regionale ed ex sindaco di Pomezia. "Lo presentano come la soluzione a tutti i mali, ma, nella migliore delle ipotesi, se si sbrigano, dovrebbe partire nel 2030. Quindi l’emergenza di cui parlano oggi non la stanno risolvendo e non la risolveranno per almeno cinque anni". Non solo un azione tardiva, secondo i pentastellati, ma anche dannosa dal punto di vista ambientale. Una visione condivisa con i comitati locali contrari alla realizzazione dell'impianto. Una netta divisione con quasi tutti gli altri partiti di centrosinistra e centrodestra che passa anche dal piano lessicale, con l'utilizzo di un altro nome per indicare la stessa cosa: inceneritore. "Abbiamo esempi di altri inceneritori dove l’incidenza tumorale nelle zone nel raggio di 10-15 chilometri dall’impianto è molto superiore rispetto ad altre aree – continua Zuccalà -. Lo sanno tutti, ma facciamo finta di non saperlo".