HomeModenaCronacaScuola, caos docenti e Ata: "Tanti rinunciano al posto. E la didattica ne risente"Cgil: carenza di personale tra caro affitti e trasferte anche a 40 km di distanza "In diversi istituti si sta valutando un’apertura ridotta la prima settimana".Eleonora Verde (Cgil)Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciEra il ‘tormentone’ del film di Checco Zalone ma quel posto fisso statale non a tutti conviene in realtà, soprattutto ai docenti che, di questi tempi, a Modena così come in tutto il Nord Italia nell’accettare il contratto si vedono costretti a spendere più del percepito in affitti e trasferte. I numeri parlano chiaro: rispetto ad un guadagno tra i 1500 e i 1600 euro al mese, dovrebbero sborsare tra i 700 se non mille euro per l’affitto. Dopo di che devono fare i conti con il caro carburante e il resto delle spese. Ecco perchè in tanti rinunciano al posto fisso, preferendo supplenze vicino a casa.

Se guardiamo alla realtà modenese la precarietà ’sale in cattedra’, i docenti sono circa 2550 di cui immessi in ruolo solo 550, il resto sono supplenti (2000). E anche per il personale Ata su 900 unità, sono 203 assunti.

Eleonora Verde, segretaria Flc Cgil ha stimato che almeno il 20 per cento degli aventi diritto abbia rinunciato al posto, anche a quello determinato chiedendo magari il part-time. "A quattro giorni dall’avvio delle lezioni, nelle scuole la situazione è tutt’altro che pronta per garantire un regolare funzionamento delle attività didattiche: i nuovi posti orario, ossia la somma di più ore distribuite su più scuole, distanti anche 40 km l’una dall’altra, stanno creando pesanti problemi organizzativi e logistici alle istituzioni scolastiche e ai lavoratori; ad oggi è stato pubblicato solo il primo bollettino delle supplenze docenti da parte dell’USP di Modena quindi non è stato ancora assunto tutto il personale a tempo determinato. In queste condizioni, i dirigenti scolastici non sono ancora nelle condizioni di procedere all’assegnazione definitiva del personale alle classi e di costruire un’organizzazione stabile dell’attività didattica – dichiarano Eleonora Verde e Giuseppe Morrone sindacato Flc Cgil Modena –. A pagare le conseguenze di questa situazione sono, ancora una volta, le scuole, il personale e soprattutto studentesse e studenti. In diverse realtà, proprio per la mancanza di personale, si sta valutando o è stata programmata un’apertura ridotta nella prima settimana di lezione. Una scelta che non nasce da esigenze didattiche, ma dalla necessità di fare fronte a organici incompleti e a procedure amministrative che arrivano ancora una volta troppo tardi".