Il caro vita rischia di trasformare l'agognata immissione in ruolo in una scelta economicamente insostenibile. Sono migliaia i docenti, in particolare provenienti dal Mezzogiorno e dal Centro Italia, che stanno rinunciando alle cattedre a tempo indeterminato assegnate in alcune regioni del Nord, secondo i dati diffusi in queste ore dal sindacato Anief.
Il fenomeno emerge dalle operazioni di reclutamento per l'anno scolastico 2026/27, che prevedono ancora scorrimenti e nuove assegnazioni in seguito alle rinunce. In Toscana, secondo i numeri citati da Anief, sono circa 300 le rinunce su 2.000 immissioni in ruolo. In Friuli Venezia Giulia sarebbero rimasti vacanti 383 posti sui 1.097 autorizzati, mentre in Liguria le nomine effettuate sarebbero state 562 a fronte di 1.407 posti disponibili. In Lombardia, invece, il sindacato segnala migliaia di cattedre ancora scoperte, con una particolare incidenza nella scuola primaria.
Numeri che, secondo Anief, raccontano una contraddizione del sistema scolastico: da una parte ci sono docenti che attendono da anni la stabilizzazione, dall'altra posti che restano senza titolare perché il trasferimento in una regione lontana dalla propria residenza comporta costi che lo stipendio non sempre consente di sostenere.







