New York – “Sono passati 25 anni ma ci sono dolori che non impari mai davvero a lasciare andare. Impari soltanto a portarli con te”. Sono le parole di Emmelina De Feo, che nelle Torri Gemelle perse il fratello David. Aveva 36 anni e lavorava al piano 104 della Torre Sud, la seconda a essere colpita. Il suo corpo non fu mai ritrovato, solo il badge con il quale entrava.
Emmelina De Feo e le macerie a Ground Zero
"Per me, l’11 settembre non è una data della storia, non è soltanto l’immagine delle Torri Gemelle – racconta De Feo – , delle persone che correvano, del fumo, delle sirene. Per me è il giorno in cui mio fratello David è uscito dalla mia vita senza avere la possibilità di salutarmi, e senza che io potessi dirgli ancora una volta quanto gli volevo bene. Da quel giorno sono passati 25 anni, ma dentro di me il tempo sembra essersi fermato. E allo stesso tempo è passato troppo in fretta: perché ogni anno che trascorre è un anno in più che lui non ha potuto vivere. Ci sono compleanni che non ha festeggiato, persone che non ha conosciuto, abbracci che non ha ricevuto, momenti della nostra famiglia ai quali non ha potuto partecipare. E questa consapevolezza, invece di diminuire, con gli anni diventa più dolorosa”.











