Arriva, anche se il suo iter è solo a metà percorso, essendo stata approvata da un solo ramo del Parlamento, una nuova riforma per il cinema. La nuova normativa, approvata a valle delle feroci polemiche sulle regole per le concessioni del tax credit e sul blocco operato dal governo all'elargizione dello strumento fiscale di aiuto al settore, fa passi avanti nella gestione degli strumenti di sostegno ma, a detta degli operatori del comparto, non risolve il più importante degli annosi problemi.

A preoccupare le associazioni di rappresentanza del settore è soprattutto la questione della stabilità delle risorse: 'Si può anche istituire un ente autonomo, ma senza una dotazione finanziaria certa la sua autonomia rischia di essere soltanto formale. Per questo è indispensabile l'introduzione di una tassa di scopo destinata a garantire stabilità e continuità alle politiche pubbliche per il cinema' hanno a suo tempo lamentato le associazioni di rappresentanza degli autori. Mozione accolta da Avs che a luglio aveva annunciato la presentazione di un emendamento per introdurre una piccola tassa di scopo del 5% sugli utili delle piattaforme per rafforzare il finanziamento che va ai giovani autori e alla sperimentazione cinematografica.