Roma, 10 set. (askanews) – Via libera bipartisan dell’aula della Camera alla proposta di legge sul cinema che istituisce, dal 2028, l’Agenzia per il cinema e l’audiovisivo. I voti a favore sono stati 218 e i contrari sei (tra i ‘no’ i deputati di Futuro nazionale di Vannacci e il libdem Luigi Marattin). Ora il provvedimento passa all’esame del Senato. Il testo parte da una Pdl, a prima firma della segretaria del Pd Elly Schlein, cui sono state abbinate proposte di Fdi, M5S, Azione e Lega.

“Siamo molto soddisfatti di questo primo passo, perché sulla cultura il parlamento deve saper costruire delle convergenze larghe, perché il cinema appartiene a tutti, è un patrimonio della Repubblica” e “una democrazia è più forte quando una democrazia investe in cultura”. Così nell’aula della Camera, in sede di dichiarazione di voto sulla proposta di legge sul cinema, la segretaria del Pd Elly Schlein, prima firmataria di un testo cui poi sono state abbinate altre proposte da Fdi a M5S.

Schlein ha voluto “ringraziare Pupi Avati che aveva rivolto un appello a me e alla presidente Meloni di lavorare trasversalmente per aiutare un settore fondamentale come il cinema che abbiamo voluto raccogliere”. Le leggi “migliori”, ha evidenziato, sono “proprio quelle che nascono dal confronto, dall’ascolto, dalla capacità di fare sintesi”. E “maggioranza e opposizione pur partendo da posizioni diverse hanno saputo individuare obiettivi comuni nell’interesse del cinema e soprattutto nell’interesse del paese”. Poi ha puntualizzato: “serviranno risorse per attuare questa legge a partire dalla prossima legge di bilancio” e “noi vigileremo che quelle risorse si trovino”. Il “confronto col settore per noi non deve finire con l’approvazione della legge, ma deve accompagnare passo per passo tutta la sua attuazione. Questa proposta finalmente – ha proseguito – istituisce l’agenzia per il cinema l’audiovisivo, un organismo indipendente a cui destinare una parte dei compiti operativi oggi assegnati alla direzione generale per il cinema e l’audiovisivo per garantire maggiore autonomia e trasparenza, sottraendo le scelte strategiche al condizionamento della politica”.