Governo Meloni 10 settembre 2026 Ha aumentato gli insegnanti di sostegno e presentato un disegno di legge sui caregiver, ma restano problemi di continuità didattica e carenze nei servizi ANSA Il 5 settembre, in un’intervista rilasciata a la Repubblica a pochi giorni dall’inizio della scuola, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha difeso il modello italiano dell’inclusione degli alunni con disabilità. Interpellato sulla proposta di classi separate avanzata in Germania dal partito di estrema destra Alternative für Deutschland (AfD) e sostenuta anche in Italia dal leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci, ha affermato che «l’Italia ha uno dei migliori sistemi al mondo per l’inclusione scolastica» e che «non si torna indietro».

Pochi giorni dopo, anche la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli ha rivendicato il modello italiano. Commentando la proposta di AfD, ha ricordato che «l’Italia ha un percorso storico di inclusione che parte soprattutto dalla scuola già dagli anni ’70» e ha definito il nostro Paese «un modello virtuoso» per avere scelto di «mandare tutti i bambini a scuola insieme».

L’Italia ha abbandonato il modello delle classi separate da quasi cinquant’anni: una legge del 1977 ha definitivamente superato la concezione delle classi differenziali e introdotto il principio dell’integrazione degli alunni con disabilità nelle classi comuni.