Prezzi energetici ai massimi da anni, mentre sale ancora il costo del debito pubblico americano. Sul prezzo del greggio pesa il conflitto in Iran, con il conseguente calo delle esportazione dell’Arabia Saudita. La produzione di petrolio da parte di Riad è crollata ancora ad agosto, toccando i minimi dal 1990. La comunicazione trasmessa dall’Arabia all’Opec ha fatto impennare ulteriormente i prezzi: giovedì il Brent si avvicina a 105 dollari, schizzando del 3,5% a 104,8 dollari al barile. Mentre sul Wti americano, il greggio supera i 100 dollari. Sale anche il costo del debito americano: i rendimenti dei titoli di Stato statunitensi (i cosiddetti Treasury) a 10 anni toccano il 4,9%, ai massimi da novembre 2023. I titoli a 30 anni son al livello più alto dal 2007.
Non solo il petrolio, vola anche il metano. Il prezzo dei futures del gas, all’hub olandese di riferimento di Amsterdam, su cui pesa l’impatto delle tensioni in Medioriente. Al momento al Ttf di Amesterdam (l’hub olandese di riferimento) i futures del gas sono scambiati a 81,27 euro/MWh, in rialzo del 2,55% sul dato finale di ieri. Il prezzo è ai massimi dal dicembre 2022, l’anno dell’attacco russo nei confronti dell’Ucraina.










