Il report Family business succession planning and the next generation – quarto studio della serie Deloitte Private’s Family Business Insights condotto su circa 1.600 aziende nel mondo, Italia compresa – scatta una fotografia chiara della maturità e delle sfide legate alla continuità generazionale: un terzo delle imprese familiari intervistate sta affrontando o affronterà il passaggio di leadership nei prossimi dieci anni, ma meno della metà dichiara di avere un piano di successione dettagliato.
Sia a livello globale sia in Italia, la maggior parte dei ruoli di amministratore delegato rimane saldamente in mano alla famiglia proprietaria, una tendenza destinata a confermarsi anche dopo il ricambio. Emergono tuttavia dinamiche opposte sull’apertura verso l’esterno: nel mondo la quota di ceo non familiari è destinata quasi a raddoppiare, passando dal 13% al 26%, mentre in Italia la tendenza appare controtendenza, con una flessione dal 24% al 17% (a fronte di un 10% di imprese nostrane che non definisce le proprie prospettive future).
Sul fronte della pianificazione, il 43% delle imprese familiari italiane dichiara di disporre di un piano di successione dettagliato per la leadership familiare, quota che sale al 52% per quanto riguarda l’amministratore delegato. Restano tuttavia margini di miglioramento: il 45% delle imprese ritiene necessario aggiornare il piano relativo alla leadership familiare e il 24% quello relativo all’ad.







