HomeEsteriI super poteri al presidente, la sorveglianza di massa, la guerra totale al terrore, la miopia verso Russia e Cina, la doppia doccia fredda: gli Usa post 11 settembreI super poteri al presidente, la sorveglianza di massa, la guerra totale al terrore, la miopia verso Russia e Cina, la doppia doccia fredda: gli Usa post 11 settembreL'11 settembre 2001 (e le sue conseguenze) alla base della distrazione geopolitica degli Stati Uniti dei successivi vent'anni. Da Bush jr a Obama, fino a Biden e alla leadership volubile e personalistica di Trump: come l’attentato alle Torri Gemelle ha cambiato i connotati della storia americanaGeorge W. Bush a Ground Zero il 14 settembre 2001 (foto Paul J. RICHARDS / AFP)Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguici“Hanno telefonato gli anni Ottanta, vorrebbero che restituissi la loro politica estera, perché la guerra fredda è finita da vent’anni ormai”. Era il 2012 e Obama faceva ironia sul candidato repubblicano Mitt Romney, che considerava la Russia il nemico più pericoloso per gli Stati Uniti: la Russia, non Al Qaeda.

A eccezione, appunto, di Mitt Romney, la politica estera americana degli ultimi venticinque anni ha seguito in maniera abbastanza bipartisan l’orientamento di Obama, simile almeno in questo al predecessore George W. Bush: a fare da spartiacque la data chiave dell’undici settembre 2001, quando gli Stati Uniti hanno subito il peggior attacco su suolo domestico della loro storia (sì, c’è stato Pearl Harbor nel 1941, ma le vittime erano qualche centinaio in meno, e quasi tutte militari). Quel giorno si è spezzato il senso di “fine della storia”, di unica superpotenza rimasta e quindi invincibile da quando era crollato il muro di Berlino nel 1989 e aveva trascinato giù l’URSS con sé. Era comparso un nuovo nemico, a sorpresa, e nessuno sapeva come affrontarlo.