HomeEsteriL’ascesa della Cina e la rivalsa di Putin, Turchia bastione Nato e Golfo Persico frammentato: il mondo post 11 settembre fuori dagli Stati UnitiAttentato all’America dell’11 settembre 2001, molti Paesi hanno approfittato della crisi per dare una nuova identità alla propria politica estera. La scelte geopolitiche strategiche (e gli effetti) Paese per PaeseLe matrioske di Vladimir Putin, Donald Trump e Xi Jinping ((Epa)Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciL’11 settembre 2001 rappresenta una data spartiacque per tutto il mondo, anche per come alcuni Paesi hanno interpretato la loro politica internazionale. Una cordata di nazioni, vuoi per opportunità, vuoi per necessità, hanno sfruttato l’indebolimento progressivo dell’ordine unipolare americano per aumentare la loro influenza o anche solo diversificare il proprio ventaglio di alleati.
Con poca fantasia, la nazione che ha guadagnato di più da questa situazione è stata la Cina, sostanzialmente per due motivi. Il primo è che fino al 2001 Pechino era stata considerata ‘solo’ un avversario commerciale. Con la lotta al terrorismo di matrice islamica diventa anche un interlocutore. In secondo luogo, l’11 settembre precede di poco l’integrazione della Cina nel sistema internazionale e l’età d’oro della globalizzazione, quella durante il quale il leader del Dragone, Xi Jinping, proietta il suo Paese nell’arena globale, con la costruzione di reti di influenza come la Belt and Road Initiative, Asian Infrastructure Investment Bank, espansione nel Golfo, Africa e America Latina, rafforzamento dei BRICS. Tutto questo sfruttando il fatto che gli USA erano impegnati con forze militari e risorse economiche, militari e finanziarie in Afghanistan e in Medioriente.







