Nessun tetto agli affitti brevi a livello europeo, né una stretta sulle seconde case o sugli immobili sfitti. Con l'Affordable Housing Act, la Commissione europea propone però un quadro giuridico comune per consentire alle autorità locali di introdurre misure per contrastare l'emergenza abitativa e l'aumento «inaccettabile» del prezzo delle case, dalle restrizioni agli affitti brevi ai limiti al numero di notti in cui un immobile può essere destinato all'affitto turistico. Purché siano «proporzionate» e «giustificate» dalle condizioni del mercato immobiliare.

«La mancanza di alloggi a prezzi accessibili è motivo di grande preoccupazione per molti dei nostri cittadini europei», ha ricordato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che solo un anno fa aveva promesso di affrontare il problema dell'accessibilità degli alloggi in Europa. Con la nuova proposta di regolamento, Bruxelles fissa criteri comuni per identificare le aree «sotto stress abitativo» sulle quali gli Stati membri potranno intervenire a livello locale e su cui, oggi, invece, si muovono in ordine sparso, seguendo indicatori diversi.Gli interventi Per definirle tali, le autorità locali dovranno dimostrare che il rapporto tra il prezzo medio di una casa e il reddito disponibile pro capite è pari o superiore a 8; l'aumento di tale rapporto negli ultimi dieci anni e la previsione che lo stress abitativo persista per i tre anni successivi. Da Bruxelles, però, non arriverà nessun obbligo di intervento sugli affitti brevi, sulle seconde case o sugli immobili sfitti: saranno regioni, città e sindaci a decidere se e con quali misure intervenire. «Data la portata della sfida, dobbiamo agire a tutti i livelli per risolverla: locale, regionale, nazionale ed europeo», ha sottolineato il presidente del Consiglio europeo, il socialista portoghese Antonio Costa. Dalle restrizioni rimarranno, invece, escluse le residenze principali, in quanto «non sottraggono alloggi al mercato a lungo termine». Un invito ad agire arriva anche dal commissario responsabile per l'edilizia abitativa, Dan Jorgensen, che in conferenza stampa ha parlato di una «crisi abitativa» inaccettabile a cui i governi devono cercare di porre fine.La proposta dovrà passare ora al vaglio dei Paesi Ue e dell'Eurocamera, dove già non sono mancate le critiche. «E' un atto illiberale che rischia di bloccare il mercato immobiliare di un intero continente», è l'accusa della vicepresidente del Parlamento europeo, l'eurodeputata di Fratelli d'Italia, Antonella Sberna, che ha parlato di una proposta «politicamente irricevibile». Per la dem Irene Tinagli, presidente della commissione per l'emergenza abitativa al Parlamento europeo di Bruxelles, sono invece proprio i sindaci da tempo a chiedere misure per poter intervenire sugli affitti brevi. «Chi ha provato a farlo si è ritrovato a fronteggiare cause in tribunale e addirittura ricorsi alla Corte Costituzionale», sottolinea.Il nuovo regolamento è solo un primo passo di un'agenda più ampia dedicata all'emergenza abitativa che Bruxelles punta a completare nei prossimi mesi, affrontando anche la semplificazione delle norme per la costruzione di nuovi edifici, la speculazione e la finanziarizzazione del mercato immobiliare.