BRUXELLES. Un freno agli affitti brevi nelle zone dove la crisi abitativa è più forte. L’Unione europea prepara un nuovo quadro che consentirà agli enti locali di introdurre restrizioni alle locazioni turistiche e alle seconde case nelle aree considerate “sotto stress abitativo”. È quanto prevede la proposta sull’Affordable Housing Act, che la Commissione europea presenterà il 9 settembre.
Una zona potrà essere classificata sotto stress quando il rapporto tra prezzo medio delle abitazioni e reddito disponibile medio sarà pari o superiore a otto, con una tendenza cresciuta negli ultimi dieci anni e destinata a non diminuire nel successivo triennio. In presenza di questi requisiti, gli enti locali potranno delimitare le aree interessate e introdurre restrizioni agli affitti brevi e alle seconde case.
I limiti alle locazioni turistiche riguarderanno però soltanto gli immobili diversi dalla residenza principale dell’host. Resterà quindi escluso chi affitta occasionalmente la casa nella quale vive. I sindaci potranno inoltre imporre limiti all’acquisto o all’utilizzo degli immobili che non costituiscono l’abitazione principale del proprietario o di un’altra persona, come un inquilino. Nel mirino ci sono dunque soprattutto seconde case e appartamenti destinati al turismo o all’investimento.











