La Commissione europea ha presentato la bozza di un regolamento che dovrebbe stabilire quando e a quali condizioni i Paesi Ue possono mettere dei limiti agli affitti brevi. L’obiettivo, come hanno spiegato i commissari, è limitare il caro casa nelle zone in cui la diffusione estrema degli affitti brevi per turisti ha fatto schizzare i prezzi.
Da tempo la politica europea – e in parte anche quella italiana – si occupa della questione degli affitti brevi. Nelle grandi città è sempre più comune che i proprietari di casa decidano di non offrire contratti d'affitto lunghi, ma locazioni di breve o brevissimo periodo, ad esempio con piattaforme come AirBnb.
Così, aumentano i guadagni. Ma allo stesso tempo quelle case non sono più disponibili per studenti o lavoratori che devono trasferirsi in città, e i prezzi degli affitti salgono. Oggi, la Commissione Ue ha presentato la bozza di un regolamento apposito, chiamato Affordable Housing Act, che mira a chiarire quali sono gli strumenti per affrontare il problema. L'hanno presentata il commissario alle politiche abitative Dan Jørgensen e la vicepresidente esecutiva Teresa Ribera. L'obiettivo è affrontare la crisi del caro casa, fissando dei paletti chiari entro cui gli Stati, le Regioni e i Comuni possono intervenire per limitare gli affitti brevi. "La carenza di alloggi a prezzi accessibili è un problema per moltissimi cittadini europei. I lavoratori essenziali e gli studenti non possono permettersi di vivere nei luoghi in cui lavorano e studiano", ha commentato la presidente della Commissione Ursula von der Leyen.










