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Alla fine l’incontro c’è, e la nota diffusa definisce i contorni di una «pax leghista». Matteo Salvini si confronta con i presidenti di regione del partito Massimiliano Fedriga, Attilio Fontana, Maurizio Fugatti, più Luca Zaia. Il confronto avviene a Roma, a casa del segretario della Lega e vicepresidente del Consiglio, a margine della convention «A tua difesa» che ha chiamato a raccolta, per due giorni alle Officine Farneto nella Capitale, eletti, dirigenti e militanti per fare il punto sulle proposte in vista della manovra economica. La nota al termine dell’incontro tra Salvini e gli esponenti della cosiddetta «ala nordista» del partito racconta della volontà comune di lavorare insieme. Il comunicato sottolinea come «in un clima di assoluta collaborazione» sia stata «condivisa la volontà di avviare già nei prossimi giorni un lavoro finalizzato alla definizione di un manifesto programmatico». La nota evidenzia inoltre «l'importanza del prossimo appuntamento di Pontida». Dopo, sul palco, chiudendo la kermesse il leader leghista ha smorzato i toni sulle correnti. «Non vedo l'ora di condividere le mie responsabilità quotidiane con chi porta il nome della Lega nei Comuni e nelle Regioni. Facendo il segretario del partito, perché me l'hanno chiesto un anno fa i militanti», ha affermato Salvini, aggiungendo: «Coinvolgerò tutte le persone che hanno idee e valori, a partire dai governatori, ma senza formule che riporterebbero al pentapartito». E ha ironizzato: «Per me, da milanese, è difficile ipotizzare una fronda nordista. Ho ancora cinque camicie verdi nel mio armadio a Milano e quando qualcuno non sapeva ancora di essere al mondo abbiamo fatto più di una battaglia».












