Foto, video social e chat durante i fuochi d’artificio che hanno concluso la giornata di festaRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciTutti con il naso all’insù. Per sedici minuti Prato ha guardato il cielo, lasciandosi alle spalle polemiche e divisioni e ritrovando il piacere di stare insieme. I fuochi, partiti con qualche attimo di anticipo, hanno catturato lo sguardo di migliaia di persone e acceso una notte che la città aspettava da tempo. C’era voglia di festa. La voglia di ritrovare la propria festa, quella che convince i più anziani a esserci, anno dopo anno, alla 59ª edizione del Corteggio, e che incanta i più piccoli, con gli sbandieratori, le damigelle, il suono dei tamburi. E quest’anno anche con le maschere tradizionali sarde, uomini avvolti nelle pellicce, figure quasi misteriose che hanno aggiunto un tocco di suggestione a una sfilata già ricca di colori e tradizioni.

Poi è arrivato il momento di alzare ancora di più gli occhi. Dal Castello dell’Imperatore, luogo unico e simbolo della città, sono esplose cascate di luce e colore. Scintille, lampi, disegni nel cielo hanno accompagnato il pubblico per sedici minuti, senza nulla da invidiare agli spettacoli delle città vicine, che dei fuochi hanno fatto da sempre un motivo d’orgoglio. È stata una festa piena, senza sbavature, senza ritardi. Una festa capace di lasciare il sorriso sui volti e una sensazione bella addosso. Quella di una città che ha saputo riconoscersi e mostrarsi nel suo volto migliore.