Jessica Valentini, l’avvocata che ha assistito. l’insegnante nella causa al ministeroRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciLasciata senza cattedra per colpa dell’algoritmo. Lei, una giovane insegnante riminese in graduatoria per una supplenza annuale, è stata costretta a cercarsi un altro lavoro ed è finita a lavorare in un supermercato, dove fa tuttora la commessa. Ma la docente non si è rassegnata. La 28enne ha fatto causa al ministero dell’Istruzione. E ha vinto: il ministero ora dovrà pagarle oltre 24mila euro lordi di risarcimento (pari ai 10 mesi di lavoro che avrebbe svolto come suppente) e a riconoscerle, i contributi e il punteggio accumulato utile per la nuova graduatoria.

Così ha stabilito l’altro ieri il giudice del lavoro Lucio Ardigò, accogliendo in toto il ricorso presentato dalla giovane docente. Ad assisterla nella battaglia legale l’avvocata Jessica Valentini, dello studio legale Cedrini e Zamagni. "La sua situazione purtroppo – sottolinea Valentini – è comune a quella di tanti altri insegnanti precari".

Nel caso specifico la 28enne riminese, nell’estate 2025, aveva regolarmente presentato la domanda per un incarico da supplente, nelle scuole d’infanzia o come docente di sostegno, indicando sedi e tipologie di incarico per cui aveva dato disponibilità. Ma "al primo turno di nomina nessuno dei posti scelti risultava disponibile. Il sistema informatico l’ha considerata rinunciataria, escludendola dai turni successivi. E quando nelle scuole indicate dalla 28enne si sono liberati altri posti, lei non è stata stata presa in considerazione nonostante il punteggio. Gli incarichi sono stati assegnati a docenti più in basso nella graduatoria".