Certi fenomeni non hanno alcuna spiegazione in natura. Uno di questi è quello di chi, di fronte al pericolo di un ritorno dei nazisti, e in un mondo democratico che vede già in posizioni di comando brutti ceffi come Donald Trump e simili, si ostina a battersi senza tregua per adottare marchingegni elettorali (Il ballottaggio! Il premio di maggioranza! Il sistema francese!) che faciliterebbero la presa del potere delle forze eversive. Potrebbe succedere a breve in Francia con Marine Le Pen o Jean-Luc Mélenchon. In Sassonia-Anhalt, dove il sistema elettorale non prevede che il vincitore si prenda tutto come nei sistemi maggioritari, invece c’è ancora speranza che le forze democratiche si coalizzino per lasciare i nazisti di AfD all’opposizione malgrado il loro trionfo elettorale.
Il fenomeno riguarda politici, intellettuali, analisti spesso anche illuminati, i cui pensieri però sono obnubilati quando si tratta l’argomento delle riforme maggioritarie, quasi non si rendessero conto che “conoscere la sera stessa del voto” chi guiderà l’esecutivo senza che nessuno poi possa mettergli i bastoni tra le ruote, oltre a essere un’illusione ormai plasticamente smentita da decine di elezioni in tutto il mondo, e in particolare nei paesi dove vigono quei sistemi che si vorrebbero importare in Italia, potrebbe avere senso solo se i principali contendenti politici condividessero i principi fondamentali su cui è costruita la nostra civiltà, non quando questi principi sono sotto attacco interno ed esterno da parte di forze eversive, populiste, antidemocratiche e illiberali.








