L’iniziativa. 10 settembre 2026 alle 00:21Valentina Pilia, sfuggita a un femminicidio: urgente educare le nuove generazioni

Ha rischiato di morire per mano di un uomo che, davanti a un rifiuto, ha afferrato un fucile, premendo il grilletto per ucciderla. Valentina Pilia, insegnante di flamenco, è viva per miracolo. Chi ha tentato di ucciderla subito dopo il tentato femminicidio si è tolto la vita. Sono trascorsi quasi due mesi da quel drammatico episodio, davanti alla palestra in via Renzo Laconi, a Mulinu Becciu, e Valentina ha reagito. Prima con un video in cui invitava le altre donne vittime di violenza a ribellarsi: «In tante, in troppe, stiamo ancora subendo una qualche forma di violenza: uniamoci per creare una rete sempre più fitta e coesa. Facciamo rumore». E poi organizzando un’iniziativa proprio su questo delicatissimo tema: domani dalle 19,30, a Su Tzirculu in via Molise, ci saranno dei momenti di dialogo e confronto, proposte di educazione emozionale ed esibizioni di artisti. «Perché», spiega, «bisogna ragionare e capire cosa possiamo fare in prima persona e cosa proporre e chiedere per lavorare sull’educazione, in particolare di quella alle emozioni».

Le riflessioni

Purtroppo la cronaca ci racconta di troppi femminicidi: l’ultimo, in ordine cronologico, quello di Lorena Isceri gettata dal viadotto dell’A1 dall’ex fidanzato che si è poi buttato, togliendosi la vita. «La giornata che stiamo organizzando è importante perché il tema riguarda tutte e tutti», prosegue Valentina Pilia. «Si parlerà del dramma di queste violenze che succedono purtroppo ancora troppo spesso ma anche di come possiamo fare per destrutturarci come società, dal punto educativo e anche politico». Da qui il titolo alla serata: L’unica arma è la voce. Ci saranno diversi artisti: le Lucido Sottile, Valentina Puddu, Elisa Zedda, Giacomo Casti, Jesus Gallo, Mitja Obed, Daniel Carbonell, Gema Arriaza Rodrigueze e la stessa Valentina Pilia. «La parte artistica», prosegue, «è fondamentale: smuove qualcosa nelle coscienze delle persone. Ci arricchisce. Molti degli artisti che saranno in scena hanno già proposto lavori con al centro la tematica della violenza sulle donne. È importante la parte riflessiva interiore: l’arte riesce a fare questo, arrivando nel profondo ed emozionandoci». E poi dialoghi e riflessioni con il sostegno dell’associazione Donna Ceteris, che si occupa quotidianamente di dare sostegno alle vittime di violenze, e momenti di educazione emozionale con Fernando Perejon Rafael e Gabriela Martinez.