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“I carabinieri devono dire alle donne che denunciano i compagni violenti che si facciano subito la valigia e spariscano. Devono dire la verità. Perché non c’è modo di proteggerle e devono mettere in conto che potrebbero morire. Sono loro che devono cambiare vita o questa è la fine che fanno".

A parlare è Marinella Forner, la madre di Tamara Terrin, uccisa la sera di Ferragosto dal suo ex Dino Keber, a Camponogara, nel veneziano. La donna aveva già denunciato l’ex compagno dopo la fine della loro relazione: il questore di Venezia aveva emesso un ammonimento nei confronti di Keber mentre per Terrin era stata disposta la “vigilanza dinamica”, controlli periodici alla sua abitazione da parte delle forze dell’ordine. Ma tutto questo non è stato sufficiente.

"Io ero convinta che lui prima o poi le avrebbe fatto del male. Non so perché non avesse un braccialetto. Mia figlia prima aveva fatto la querela, convinta anche dai Carabinieri. Ma non serviva a molto. Le avevano detto di non rispondergli, di evitarlo, di non accettare un ultimo appuntamento. Ci avevano detto che stavano monitorando. Ma lei era troppo buona. Abbiamo detto ai militari che lui tornava sempre da lei, loro ci hanno detto di chiamare il 112, che la prima pattuglia disponibile, quella più vicina, sarebbe arrivata”, racconta ancora la madre di Tamara Terrin.