L'Organizzazione mondiale della sanità evidenzia come la violenza tra le mura di casa uccida più delle complicazioni legate alla gravidanza, mettendo in luce i limiti delle tutele sanitarie e delle definizioni penali
Otto donne in un mese e mezzo. Da luglio ad oggi, otto storie diverse, finite tutte in un unico, tragico, modo: uccise tutte dalla violenza di chi diceva di amarle. Mentre le cronache registrano questa inaccettabile scia di sangue, dall’Europa arriva una voce che sposta l’attenzione su uno scenario più ampio. Un recente rapporto dell’Oms, “More than a mother“ (“Più di una madre”), mostra una realtà sconcertante: oggi la violenza di genere uccide più donne di quante ne muoiano per parto.
Più femminicidi che morte da parto
Mettere a confronto le morti per parto e i femminicidi può sembrare un accostamento azzardato, ma l’Oms, invece, lo individua come il cuore del problema. Per decenni, le politiche pubbliche e i sistemi sanitari hanno tutelato e monitorato la salute femminile quasi solo durante la finestra della fertilità. La donna è stata vista come una priorità soprattutto nel suo ruolo di madre o di potenziale generatrice di vita. Il rovescio della medaglia è che, al di fuori degli anni della riproduzione, la tutela medica e sociale diminuisce drasticamente.










