Caso 41 bis 10 settembre 2026 alle 00:22Cresce l’allarme dopo il trasferimento dei detenuti nel carcere di Uta

Un appello all’unità di tutte le forze politiche di fronte ai nuovi scenari, non certo confortanti, delineati dal trasferimento nel carcere di Uta di un centinaio di detenuti in regime di 41 bis. Nel penitenziario del Cagliaritano, con l’operazione “Iride”, sono arrivati personaggi di notevole caratura criminale legati a organizzazioni radicate nel Lazio, in Campania, Puglia, Sicilia. L’invito a mettere a deporre le armi dell’aspra polemica sulle responsabilità storiche che hanno prodotto “l’invasione” è giunto dalla Cgil attraverso la segretaria Simona Fanzecco: «Quando ci sono da difendere gli interessi della collettività della Sardegna contro scelte inique e nocive imposte dal governo nazionale come quella di trasferire un numero spropositato di detenuti al 41 bis, ci si aspetta -sottolinea il sindacato- che le forze politiche facciano quadrato nel tentativo di far valere le prerogative della Regione». Simona Fanzecco ha ricordato la posizione unitaria, espressa insieme a Cisl e Uil, su quella che viene definita una decisione «profondamente scorretta, sproporzionata e lesiva del territorio e dei diritti collettivi dei cittadini sardi».