Il primo è stato il Regno Unito, con una dichiarazione del ministro degli Esteri Ed Milliband.

Poi sono arrivati Canada, Francia, Danimarca, Finlandia, Islanda, Irlanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Spagna e Svezia: sono in tutto 12 i Paesi che hanno bloccato, sottoponendole a sanzioni, le importazioni sanzioni provenienti dalle colonie israeliane in Cisgiordania.

Una decisione che costituisce uno scossone inedito - non tanto economico, quanto politico - nelle relazioni con Israele.

Dal punto di vista economico, infatti, la decisione britannica è quasi irrilevante, poiché riguarda solo le merci provenienti dagli insediamenti illegali in Cisgiordania e non gli scambi con Israele.

Inoltre, va detto, molti prodotti agricoli, come le erbe aromatiche o i datteri provenienti dagli insediamenti illegali, vengono comunque etichettati come israeliani, eludendo ogni controllo.