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L’Italia non ha aderito alle sanzioni contro le colonie israeliane in Cisgiordania, dissociandosi dall’iniziativa intrapresa da Regno Unito, Francia e Canada e condivisa poi da altri nove paesi europei (Portogallo, Spagna, Svezia, Danimarca, Finlandia, Islanda, Irlanda, Norvegia, Polonia). Se si aggiungono anche Belgio e Paesi Bassi, che nei mesi scorsi avevano già adottato misure analoghe, l’Italia resta l’unico tra i paesi fondatori dell’Unione Europea e i principali paesi europei a essersi distinta, oltre alla Germania, che ha storicamente una posizione di estremo riguardo nei confronti di Israele dopo la fine della Seconda guerra mondiale e della Shoah.

La decisione è stata condivisa dal ministro degli Esteri Antonio Tajani e dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Il governo italiano era stato infatti coinvolto e consultato dal Regno Unito e dalla Francia nelle settimane passate, nei dialoghi preparatori. Aveva condiviso dichiarazioni di netta condanna formale nei confronti dei più estremi progetti di insediamenti in Cisgiordania. A giugno la stessa Meloni aveva detto di essere pronta ad approvare sanzioni contro i coloni israeliani violenti in Cisgiordania. Eppure questa volta non ha preso posizione.