Era in cura da 15 anni e aveva incontrato il suo psichiatra per l’ultima volta appena la settimana scorsa. Federico Vella, l’uomo che ha rapito l’ex compagna Lorena Isceri sotto casa, l’ha rinchiusa nel bagagliaio dell’auto e poi l’ha gettata da un cavalcavia dell’autostrada A1, era stato descritto dal suo medico come una persona “relativamente tranquilla”. E, soprattutto, non considerata “potenzialmente pericolosa o violenta”. Sono gli elementi che emergono mentre proseguono gli accertamenti sulla morte della 45enne e sulla condotta dell’uomo, che dopo aver ucciso Lorena si è lanciato dallo stesso cavalcavia, morendo a sua volta. Il suo psichiatra ha raccontato di essere rimasto “assolutamente sconvolto” da quanto accaduto: “Non me lo aspettavo minimamente”, ha spiegato.
Un dettaglio che entra ora nel quadro degli accertamenti e che dovrà essere valutato insieme agli altri elementi raccolti dagli investigatori per ricostruire cosa sia accaduto nelle ore e nei giorni precedenti all’ennesimo femminicidio. Intanto si è conclusa l’autopsia sul corpo di Vella. Tra gli accertamenti disposti c’è anche quello tossicologico, che dovrà stabilire se l’uomo avesse assunto sostanze stupefacenti o di altro genere prima di agire. Per i risultati, tuttavia, saranno necessari tempi più lunghi: gli esami tossicologici saranno depositati entro 90 giorni.










