A metà agosto, durante l’ennesima lite, Vella aveva minacciato la ex Lorena Isceri con un coltello. Di fronte all’evidente stato di agitazione, un amico gli aveva suggerito di farsi aiutare da uno specialista, ricevendo però un rifiuto netto: “Dallo psicologo ci vanno i matti, io sto bene, voglio solo convincerla a ritornare con me”.
Emergono altri elementi su Federico Vella, l’uomo che giovedì scorso ha ucciso l'ex fidanzata Lorena Isceri, sequestrata e gettata da un viadotto dell’autostrada A1 tra Firenze e Bologna: particolari utili a ricostruire gli ultimi giorni dell'uomo e la spirale di rabbia che ha preceduto il femminicidio.
Da quindici anni Vella si rivolgeva occasionalmente a uno psichiatra. Proprio pochi giorni prima di compiere il delitto, si era presentato nello studio del medico – incontrato per la prima volta quando aveva vent’anni – per sfogarsi della fine della relazione con Lorena, una storia durata due anni e ormai arrivata al capolinea, ma che l'uomo non voleva accettare. Negli ultimi due anni le visite con lo specialista in salute mentale si erano diradate riducendosi in tutto ad appena due appuntamenti. "Era relativamente tranquillo. Relativamente", ha raccontato ieri lo psichiatra in un'intervista rilasciata ieri al Tg1. "Sono rimasto assolutamente sconvolto quando ho saputo quello che aveva fatto. Non me l’aspettavo minimamente e non c’erano segnali che potessero far temere quello che è poi accaduto". Secondo lo specialista, fino a quel momento Vella non aveva mai mostrato tratti di potenziale pericolosità o violenza, anche se gli elementi che stanno emergendo dalle indagini sembrano smentire nettamente questa tesi.










