La tensione fra Berlino e Mosca, palpabile da settimane, sfocia in quello che ormai è scontro aperto. La Germania ha adesso le prove che, dietro gli attacchi con i droni bomba di Lipsia, ci siano i russi. A seguito dell’attacco con un drone all’aeroporto di Lipsia/Halle, gli investigatori hanno identificato due sospetti con legami con la Russia. Come riportano la Sueddeutsche Zeitung, la Ndr e la Wdr, si tratta di un uomo di origine russa con passaporto lettone e di un uomo bielorusso con passaporto russo.

Dura la reazione dell’alta rappresentante Ue Kaja Kallas, che ha dichiarato: «Anche oggi, durante la discussione sull’Ucraina, molti hanno sottolineato che dobbiamo davvero limitare il rilascio dei visti turistici (per cittadini russi e bielorussi, ndr)». Kallas ha anche annunciato che l’Ue sta lavorando al più ampio pacchetto di nuovi inserimenti nelle liste delle sanzioni contro la Russia. «Stiamo lavorando su 1.600 inserimenti mirati in maniera molto specifica al complesso militare russo, in modo da interrompere realmente le catene di approvvigionamento», ha spiegato.

I due sospettati del tentato attacco

Uno dei due sospettati, quello con cittadinanza bielorussa, era già noto alle autorità per reati commessi nei Paesi baltici. Le autorità tedesche avrebbero ricostruito i suoi spostamenti, e il suo ingresso nello spazio Schengen sarebbe avvenuto utilizzando un visto turistico rilasciato dalle autorità italiane a Minsk alla fine di aprile. Lo riporta Tageshau citando Ndr, Wdr e Sueddeutsche Zeitung.