Entro il 18 settembre chiuderà il consolato generale russo di Bonn

Lorenzo Vita

Powered by

A police drone checks an aircraft at Leipzig/Halle Airport, where a drone with an explosive device was found and a detonator was removed from the object, in Schkeuditz, Germany, Wednesday Aug. 5, 2026. (Hendrik Schmidt/dpa via AP)

L’affaire Lipsia continua ad agitare la politica europea e i rapporti ormai sempre più tesi tra Russia e Germania. Dopo l’accusa di Berlino nei confronti di Mosca, con l’intelligence tedesca che ritiene ormai certo che vi sia la regia russa dietro i droni esplosivi ritrovati nei pressi dell’aeroporto di Lipsia agli inizi di agosto, il governo di Friedrich Merz ha deciso subito delle contromisure. La Germania ha fatto sapere alla “Casa Russa” di Berlino che il suo staff deve lasciare il Paese entro sette giorni. Entro il 18 settembre chiuderà il consolato generale russo di Bonn. Il Ministero degli Esteri di Mosca ha convocato l’incaricato d’affari tedesco Bernd Finke per discutere di quanto accaduto. E in una nota, la diplomazia russa ha accusato Berlino di avere “deliberatamente avviato una provocazione aperta volta a inasprire le relazioni russo-tedesche”. “Le azioni delle autorità tedesche riceveranno una risposta dura”, ha continuato il Ministero. “Credo che sia un altro errore, e anche grave”, ha invece detto il presidente russo Vladimir Putin, “e, a mio avviso, è chiaramente contrario agli interessi del popolo tedesco”.