Poche ore dopo l’allarme drone scattato all’aeroporto di Lipsia, nella città tedesca di Mechernich, nel Nordreno-Westfalia, intorno alle 22 di giovedì sera sono stati avvisati altri due velivoli senza pilota nei cieli sopra una base militare. La notizia è stata riportata da diversi media internazionali, tra cui la Sueddeutsche Zeitung, e confermata da una portavoce del commando operativo dell’esercito. L’episodio si inserisce in una sequenza di eventi iniziata martedì scorso con la scoperta di un drone bomba allo scalo di Lipsia vicino a quattro aerei ucraini Antonov, che si sono poi scoperti vuoti, e la collisione in volo tra un aereo Dhl e un oggetto volante ignoto, forse un altro drone. Rispetto a questo primo episodio, nel frattempo, l’ambasciata russa a Berlino ha parlato di una “provocazione frettolosamente orchestrata” che “serve esclusivamente agli obiettivi di Kiev e all’ala militarista della classe politica europea”.
Sul suo canale Telegram, l’ambasciata ha scritto che “la vera minaccia per la Germania oggi non sono gli ipotetici attacchi ibridi di Mosca, che non esistono, ma i politici che, con entusiasmo, elaborano scenari di una rapida guerra con la Russia e che propongono ai cittadini tedeschi di parteciparvi”. Nella nota la sede diplomatica ha espresso preoccupazione “per la nuova ondata di isteria anti-russa in Germania“, riconducendo l’episodio di Lipsia a un pretesto per l’escalation. “Di conseguenza una serie di fortunate coincidenze hanno permesso di evitare vittime, di salvare l’aereo ucraino che trasportava tonnellate di armi europee per le forze armate ucraine, di presentare al pubblico un esempio di attacco ibrido contro la Germania, di alimentare la propaganda anti-russa nei media e di avviare un’indagine ufficiale per sospetto di terrorismo con il coinvolgimento di uno Stato straniero”. E conclude rifacendosi ai risultati di precedenti indagini analoghe, secondo cui le accuse contro la Russia sarebbero infondate.










