Berlino: "In esame il fermo delle petroliere ombra". La Norvegia effettua un sequestro nelle Svalbarddi Costanza Cavallivenerdì 4 settembre 20263' di letturaSu Kiev la guerra si vede, ogni notte arrivano più droni e più missili. Ma è proteiforme e in Europa quella stessa guerra è progettata per non vedersi. Il drone esplosivo trovato il 4 agosto a Lipsia-Halle non portava firma. Il governo tedesco ha impiegato quasi un mese per dire che era russo, ha individuato due sospetti, un bielorusso e un lettone, entrambi con passaporto russo, e mette in conto di non prenderli mai. Da allora la sfilza si è allungata ancora. Nel Brandeburgo la sottostazione della centrale a lignite di Jaenschwalde è stata colpita con razzi artigianali carichi di esplosivo e la polizia indaga per terrorismo. Fra martedì e mercoledì a Monaco sono volate bottiglie incendiarie contro un cantiere davanti alla Rohde & Schwarz, che lavora anche per la difesa: la polizia ha fermato due cittadini bulgari e non sa se il bersaglio fosse l’azienda. In Renania, dove accanto a un’altra sottostazione sono spuntati sei ordigni in un campo di mais, le indagini non escludono né uno Stato straniero né l’estremismo di sinistra. Alexander Dobrindt, ministro dell’Interno, ripete che la Germania «non è in guerra, ma è quotidianamente bersaglio di una guerra ibrida».COME RISARCIMENTO