Non è la prima volta che la guerra in Ucraina sconfina in territorio europeo. Più volte sono piovuti pezzi di droni e missili, spesso russi ma ultimamente anche ucraini. Kiev ha alzato il tiro, cominciando a colpire obiettivi a lungo raggio fino al Mar Baltico. È già capitato, dunque, che i suoi droni entrassero nello spazio aereo continentale. A spedirceli è Mosca, che interferisce con le connessioni. Mai però un’allerta aerea aveva generato un simile panico: a Vilnius, in Lituania, l’avvistamento di un drone sopra la frontiera con la Bielorussia costringe le più alte cariche dello Stato a rifugiarsi in un bunker. L’invito viene diffuso anche alla popolazione di Vilnius e dintorni. Si fermano i voli nell’aeroporto nazionale e anche i treni. Dopo un’ora, tutto torna alla normalità. Resta la sensazione di vulnerabilità. I continui incidenti sono un tema politico anche in Lettonia. La scorsa settimana la prima ministra Evika Siliņa ha rassegnato le dimissioni proprio per questo motivo, pochi giorni dopo aver licenziato il ministro della Difesa, Andris Sprūds. È tutta l'Europa orientale a non sentirsi al sicuro. Martedì un F-16 rumeno della Nato è stato costretto ad alzarsi in aria per abbattere un drone fuori controllo, lanciato dagli ucraini ma deviato dai russi.