Roberto Cimpanelli ha presentato Mare Mosso alle Giornate degli Autori, nello spazio Confronti dell’83ª Mostra del Cinema di Venezia. Un noir esistenziale ambientato a Ostia, con Eduardo Scarpetta nei panni del pianista Massimo detto Mani d’Oro e Beatrice Fiorentini in quelli di Daniela. Nell’intervista il regista racconta il ritorno dietro la macchina da presa, la memoria del litorale romano, la bellezza come rimpianto, la musica del fratello Claudio e Ogni volta di Vasco Rossi, scelta per chiudere il film

Mare Mosso, intervista a Roberto Cimpanelli: «Il noir racconta le anime"

C’è un tratto di litorale, a due passi da Roma, che il cinema italiano frequenta da sempre come si frequenta una ferita: Ostia, il mare d’inverno, gli stabilimenti sprangati, la cronaca nera. È lì, in un locale malfamato che ha chiamato Pachanga, che Roberto Cimpanelli ambienta Mare Mosso, noir esistenziale presentato alle Giornate degli Autori, nello spazio Confronti, all’83ª Mostra del Cinema di Venezia.

Un film — e un romanzo gemello, pubblicato da Marsilio — su due anime perdute: la barista Daniela, interpretata da Beatrice Fiorentini, e il pianista Massimo, detto Mani d’Oro, cui presta volto e talento Eduardo Scarpetta.