Webuild contesta la ricostruzione della stampa su possibili extracosti che ha mandato in titolo in netto rosso.
La società dell’ingegneria precisa di non aver chiesto al governo 22 miliardi di euro di extracosti.
Le comunicazioni alle istituzioni, sottolinea Webuild, riguardano crediti per lavori già eseguiti e certificati e anticipazioni contrattuali previste dalla legge: «Le comunicazioni inviate alle istituzioni competenti… riguardano obbligazioni contrattuali già maturate: crediti per lavori eseguiti e certificati ed anticipazioni contrattuali previste dalla legge».
Intanto il titolo riduce le perdite, da -7% a -4,8%.
I 22 miliardi di riserve e varianti citati dalla stampa rappresentano invece l’ammontare complessivo delle somme iscritte nei registri di contabilità dei lavori, precisa Webuild, non crediti o importi dovuti né somme iscritte a bilancio.









