Comunicazioni relative a obblighi contrattuali già maturati
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Webuild ha comunicato alcune precisazioni in merito a indiscrezioni di stampa odierne. Nel dettaglio la società ha indicato di non aver richiesto al Governo 22 miliardi di extracosti, «notizia destituita di ogni fondamento». Ha inoltre affermato che le comunicazioni inviate alle istituzioni competenti — di carattere riservato, e delle quali la società non è la fonte delle anticipazioni odierne — riguardano obbligazioni contrattuali già maturate: crediti per lavori eseguiti e certificati ed anticipazioni contrattuali previste dalla legge. «Le riserve e le varianti, i 22 miliardi a cui si riferisce» l’articolo comparso oggi, «rappresentano invece il totale delle somme iscritte nei registri di contabilità lavori secondo le procedure previste dei contratti pubblici, e in larga parte già sottoposte ai Collegi Consultivi Tecnici, organi terzi previsti dalla legge e composti anche da membri designati dalla committente cui spetta ogni relativa determinazione», è scritto in una nota che specifica che di tali importi circa 13 miliardi corrispondono a riserve iscritte per lavorazioni già realizzate, il restante è una stima relativa ai lavori ancora da effettuare. «Si tratta di dibattito contrattuale, non di crediti o di somme dovute o di ammontari iscritti a bilancio. Si tratta, peraltro, di una criticità che riguarda l’intero settore delle costruzioni italiane e non la sola Webuild, come segnalato pubblicamente anche da Ance, l’associazione di categoria, in relazione agli effetti della revisione dei prezzi sui contratti pubblici in corso».








