Fra il sistema contributivo e il ricorso al TFR la proposta rischia di penalizzare il lavoratore
L'autunno è alle porte e la discussione sulla legge finanziaria anche: in testa il capitolo pensioni. Fra la necessità di riformare una voce di bilancio che ha sempre pesato tanto per le casse dello Stato e la propensione dei vari esecutivi a venire incontro ad una platea di pensionandi per evitare proteste di piazza, il governo tenta la seconda. E, dopo quota cento, è ancora una volta la Lega che tenta una proposta sulle pensioni.
Che cosa propone la Lega per le pensioni a partire dal 1 gennaio 2027
Innanzitutto l'obiettivo sarebbe uno: andare in pensione anticipata, a 64 anni invece che a 67, anche per chi ha cominciato a lavorare prima del primo gennaio 1996 (ad oggi era permesso solo a coloro che avevano cominciato a lavorare dopo il 1996). L'anno non è un anno a caso. È l'anno in cui la legge Dini introdusse anche per l'Italia il sistema contributivo. In poche parole: da quel momento la pensione viene calcolata sulla base dei contributi versati. A differenza del sistema retributivo sino ad allora in vigore in cui la pensione viene calcolata sulla media delle retribuzioni degli ultimi anni, il contributivo è dunque, già per sé, meno vantaggioso del retributivo, ma ciò detto resta ormai un inamovibile pilastro del sistema pensionistico italiano, come pure la riforma Fornero.











