Le pensioni si preparano a essere uno dei principali terreni di confronto in vista della prossima legge di bilancio. Tra le ipotesi al centro del dibattito c’è quella sostenuta dalla Lega, che punta a consentire l’uscita dal lavoro a 64 anni anche ai lavoratori che rientrano nel sistema misto, attraverso il ricalcolo dell’assegno con il metodo contributivo.
Il progetto, ancora in fase di definizione, riguarderebbe quindi chi ha iniziato a lavorare prima del 1996. La platea potenziale non è ancora stata quantificata e mancano al momento dettagli definitivi sulle modalità e sulle coperture.
Un’occasione per fare maggiore chiarezza potrebbe arrivare dalla riunione “pre-Pontida” della Lega, in programma a Roma alle Officine Farneto, dopo l’annuncio delle intenzioni del partito fatto a Rimini dal sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon. Il Carroccio punta inoltre a bloccare l’incremento di un mese previsto da gennaio per il pensionamento di vecchiaia, che porterebbe il requisito a 67 anni e un mese.
Il calcolo della Cgil: assegni più bassi del 10,6%
La proposta viene nuovamente respinta dalla Cgil, che contesta soprattutto l’impatto del ricalcolo contributivo sull’importo della pensione.










