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E ora comincia la vera partita con in ballo il futuro dei porti italiani e del settore della logistica. La IX Commissione Trasporti della Camera, presieduta dal deputato di Fratelli d’Italia Salvatore Deidda, ha dato ieri il via libera alla discussione sui 622 emendamenti che erano stati presentati, per un terzo dal Pd, e per il resto dai partiti della maggioranza di governo, FdI, Forza Italia e Lega. Nessuna proposta è stata respinta o dichiarata inammissibile durante la seduta, aprendo ufficialmente una fase molto complessa e articolata in Parlamento. Sul tavolo, infatti, pesa non solo il numero degli emendamenti depositati prima della pausa estiva, ma anche la rilevanza politica che emerge da alcune di quelle richieste di modifica del testo del Ddl che reca la firma del ministro dei Trasporti Matteo Salvini. La riforma dei porti è uno dei grandi cavalli di battaglia del vicepremier, al pari di quella condotta per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. E se sul fronte del collegamento stabile tra Sicilia e Calabria, saranno decisive le prossime settimane (quando si riunirà il Cipess per la nuova delibera di approvazione del progetto definitivo che, poi, dovrà passare di nuovo all’esame della Corte dei conti), sul versante porti la matassa si fa particolarmente ingarbugliata.






