Tra le tante motivazioni dello straordinario successo elettorale dell’AfD in Sassonia-Anhalt non c’è, come paventato da tanti, un pericoloso ritorno di fiamma degli elettori tedeschi verso il nazismo, ma in realtà c’è ben altro: il rifiuto, molto radicato e popolare tra i tedeschi dell’Est, del senso di colpa per i misfatti del nazismo stesso. Un sentimento che, a differenza di quanto avvenuto nella Germania Est, si è radicato nella coscienza collettiva della Germania occidentale, che dal 1949 ha vissuto in un sistema democratico.

È infatti questa una eredità, pochi in Europa lo sanno, di diretta derivazione comunista, uovo di serpente lasciato nella vicenda tedesca contemporanea da oltre quarant’anni di governo comunista della Sassonia- Anhalt come di tutta la Germania dell’Est. Governo comunista che ha formato generazioni e generazioni di tedeschi convinti dalla ideologia di Stato, dalla SED, il partito al potere, come dalla scuola, che la loro nazione, che il popolo tedesco della Germania orientale non solo non avesse avuto nessuna responsabilità nei crimini del nazismo, Shoah inclusa, ma anzi che li avesse contrastati. Un totale e radicale falso storico.

Gli elettori della Sassonia-Anhalt, il 61 per cento degli operai, una quota molto elevata tra quelli tra i 18 e i 45 anni, hanno infatti scelto al 43,8 per cento l’AfD innanzitutto come rivolta nei confronti della politica di una immigrazione – in larga parte islamica – che non si è integrata, per un senso crescente di insicurezza. Hanno voluto così protestare contro il crescente costo della vita, contro la disoccupazione – tutte conseguenze dello sciagurato modello tedesco forgiato da Angela Merkel e oggi fallito. Ma hanno votato AfD anche perché condividono una posizione di punta della sua proposta politica: rifiutare il senso collettivo di colpa dei tedeschi e anzi denunciare, come in effetti nessuno ha mai fatto, i massacri indiscriminati di centinaia di migliaia di civili inermi, il milione e più di stupri di donne tedesche, subiti proprio dalla popolazione dell’Est dall’avanzata dell’Armata Rossa nel 1945 (ne ha dato testimonianza “Il Tamburo di Latta” di Günter Grass) e anzi rivendicare la grandezza della plurisecolare memoria storica tedesca.