Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiNel Land più povero e più vecchio della Germania, intrappolato fino al 1991 nella cortina di ferro del Patto di Varsavia, non ha solo vinto le elezioni il partito di estrema destra AfD. Questo è il dato immediato che ci offre l’attualità politica. In Sassonia, contestualmente, si certifica in maniera definitiva quello che da almeno tre lustri proviamo a spiegare sulle pagine di ItaliaOggi: il populismo europeo di oggi è il risultato diretto della lunghissima, ma senza una visione degna della modernità, cancelleria di Angela Merkel.

Nel mondo che già stava incubando la rivoluzione degli smartphone, prima, e dei social media, poi, e che si sta preparando all’avvento dell’intelligenza artificiale che ridisegnerà totalmente la geopolitica, la Cancelliera tedesca resta incatenata ai parametri di Maastricht e ad una visione senza leva finanziaria della politica.

Si illude e fa illudere i suoi concittadini che l’avanzo commerciale può essere eterno; che la Cina è una terra di conquista senza tempo per il settore manifatturiero crucco; che la Germania potrà beneficiare sine die dei prezzi di favore del gas russo.