HomeTechStudenti distratti dall’IA: “Ma per l’apprendimento è uno strumento potente”L’indagine Ocse Pisa: crollo del rendimento in 91 Paesi, ma l’Italia si salva. Barbieri (consulente Anief): all’estero l’uso dell’intelligenza artificiale è più liberoGiuseppe Valditara, ministro dell'Istruzione e del MeritoRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguici"In effetti i dati ci dicono questo, ma in realtà gli studi dimostrano che è così per tutte le nuove generazioni. In Italia magari siamo in grado dirilevarlo meglio. In generale è però vero che da noi c’è una cultura diversa, nel senso che i ragazzi sono molto liberi di usare questi sistemi. Attualmente sono al Politecnico di Hong Kong per un dottorato, e qui TikTok è completamente diverso da quello che abbiamo noi in Italia. Ovviamente utilizza lo stesso schema, ma i contenuti sono più motivazionali, più concentrati su quella che è la società che si vorrebbe costruire, invece che essere solo uno strumento di consumo".

Quali sono le buone pratiche che l’Unione Europea dovrebbe adottare nell’uso dell’IA?

"Negli ultimi tempi abbiamo scoperto questi chatbot, quindi intelligenza artificiale generativa, ma l’IA esiste da tempo. Dipende molto da come viene utilizzata, nel senso che oggi c’è un uso abbastanza naïf. Tutti si costruiscono il proprio chatbot, mettono i propri contenuti e lasciano che lo studente interagisca in maniera libera. La verità è che questi strumenti, se usati in accordo con le teorie sull’apprendimento, diventano potentissimi. Faccio un esempio: il docente ogni volta che deve fare una lezione la fa ’uno a molti’, quindi deve spiegare gli argomenti e deve cercare di adattare lo stesso contenuto a 20 studenti. Ecco, l’IA per la prima volta ci permettere di abbandonare questo tipo di approccio".