Il rapporto Ocse Pisa 2025 registra un calo globale senza precedenti delle competenze dei quindicenni in scienze, lettura e matematica, ma gli studenti italiani battono la media internazionale. Tutte le statistiche su scuola, intelligenza artificiale e divari.
Mentre il sistema di istruzione globale affronta un arretramento senza precedenti delle competenze di base, l’Italia riesce a resistere e a conquistare posizioni di rilievo. L’edizione 2025 del rapporto Ocse Pisa, condotta su oltre 760 mila studenti di 91 Paesi (in rappresentanza di 33 milioni di quindicenni, con un campione italiano di 8.946 ragazzi di 285 scuole), certifica un quadro preoccupante a livello internazionale: un quindicenne su cinque non raggiunge il livello minimo di preparazione.
In questo scenario di crisi diffusa, l’Italia supera la media Ocse in tutte e tre le aree di valutazione. In scienze, ambito centrale della rilevazione, gli studenti italiani ottengono 483 punti contro la media Ocse di 482, proseguendo un trend di crescita rispetto ai 477 punti del 2022 e ai 468 del 2018. Il risultato più significativo si registra nella comprensione del testo (lettura), dove l’Italia totalizza 474 punti a fronte di una media Ocse ferma a 461, posizionandosi al di sopra di storici punti di riferimento come la Finlandia. Anche in matematica i ragazzi italiani raggiungono 468 punti superando i 463 della media Ocse e scavalcando nazioni come Francia, Germania, Stati Uniti e Svezia, pur a fronte di un fisiologico calo rispetto ai 471 punti registrati nel 2022 e ai livelli di dieci anni fa.










