I dati sono stati raccolti su 760mila studenti di 91 Paesi. Il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara: «Non siamo affatto gli ultimi ed è finito il tempo del pregiudizio»

L’Italia si distingue nell’edizione 2025 dell’indagine Ocse-Pisa (Programme for International Student Assessment) non tanto per essere “sopra la media” in tutto, quanto per la sua stabilità, in un contesto internazionale segnato da un calo diffuso dei risultati. È il messaggio centrale con cui Invalsi ha presentato i dati raccolti nel 2025 su 760mila studenti di 91 Paesi, alla presenza del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara. Per l’Italia sono stati coinvolti circa 9mila quindicenni in 285 scuole, campione rappresentativo per area geografica e tipo di istituto.

Che cos’è “Pisa”

L’indagine valuta le competenze dei quindicenni in lettura, matematica e scienze con un focus 2025 proprio sulle scienze intese come capacità di interpretare fenomeni, valutare evidenze scientifiche e prendere decisioni consapevoli su temi quali salute, ambiente e sostenibilità. Quest’anno si aggiungono due ambiti innovativi: l’apprendimento nel mondo digitale e, come opzionale, la lingua straniera. «I ragazzi vengono valutati sulla capacità di applicare ciò che hanno appreso. – spiega Laura Palmerio, responsabile Invalsi per le indagini internazionali e National Project Manager Pisa – L’obiettivo è fornire dati per le politiche educative e confrontare nel tempo sistemi scolastici diversi».