Donald Trump si fa un'altra ora di chiacchiera con Vladimir Putin. Poi è il gioco della comunicazione, con la Casa Bianca che afferma di volere una "rapida conclusione" della guerra in Ucraina e il Cremlino che rivela che Putin ha spiegato a Trump "cosa possono fare gli Stati Uniti" per accelerare questa conclusione, lo ha messo al corrente della “situazione sul campo di battaglia" e lo ha rassicurato che la Russia non ha piani ostili verso l'Europa. Trump avrebbe un gran bisogno di buona notizie da Mosca e Kiev prima del 3 novembre, quando negli Stati Uniti si vota per le elezioni di medio termine. Per ora può consolidare il ruolo di negoziatore, ma c'è il rovescio della medaglia: sei centrale perché parli con i protagonisti, ma se non fai passi avanti non sei un buon mediatore.

Inizio novembre è importante anche per l'Ucraina. Per il ministro della Difesa di Kiev è la data limite per avere concreti aiuti dagli alleati, perché "il tempo per fermare la Russia è limitato". Un primo segnale oggi arriva da Bruxelles, con il via libera all'Ucraina per l'acquisto di intercettori missilistici Patriot, utilizzando parte del prestito di 90 miliardi di euro concesso dai 27 Stati membri. "Accolgo con favore l'accordo degli Stati membri sulla deroga concessa all'Ucraina per l'acquisto di attrezzature cruciali per i sistemi di difesa aerea Patriot", ha dichiarato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.